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martedì 2 settembre 2008

MEMORIE DI UNA GEISHA (libro) - bollino V

pag. 493 I confess I'd expected to feel like a baby who has been taken away from its mother
pag. 495 businessmen and politicians are shoowing up as commonly as turtles plopping into a pond
pag. 496 his peevish humor seemed to crack open like an egg
pag. 497 I often think that GIon has tinned out like a poorly kept garden
pag. 498 I believed that passion must surely fade with age, just as a cup left standing in a room will gradually give up its content to the air
pag. 498 he left me at the end of his long life just as naturally as the leaves fall from the trees
pag. 498 I fell just as a stone must fall toward the earth
pag. 498 it was like a stream that falls over rocky cliffs before it can reach the ocean
pag. 499 they bleed into a wash, just like watery ink on paper


Giusto per prendere solo le ultime pagine del libro...
e per far capire quanto è riempito di similitudini, parallelismi, analogie, figure retoriche che peraltro io detesto.
Non saprei.
Forse la letteretura giapponese o il linguaggio delle geishe ne fa largo uso perciò era naturale raccontare così.
A parte questo, il libro è pieno di colpi di scena e racconta benissimo il mondo delle geishe così da essere lo stesso una lettura piacevole ed emozionante (più nella prima parte che nella seconda).
Sono curiosa di vedere il film.

martedì 12 agosto 2008

JAPAN LETTURA - bollino G

Peccato.
Mi ero comprata e portata dietro l'ultimo libro della Banana Yoshimoto: Chie-chan e io.
Avevo un bellissimo ricordo dalle letture di Kitchen e H/H, le atmosfere un po' tristi ma magiche, le ambientazioni e le situazioni che si creavano nella mente.
La scelta in libreria, perciò, era stata semplice, in vista di questo viaggio giapponese.
E invece...
...che peccato.
Salvo un paio di pagine il libro non mi ha soddisfatta, non è amalgamato, sembra una serie di pensieri alla rinfusa, frasi fatte sull'Italia (beh, qualcosa ci azzecca), dialoghi inconsistenti, un rapporto interessante che poteva essere espresso meglio.
Peccato.

domenica 20 luglio 2008

L'ELEGANZA DEL RICCIO - bollino G

Non leggevo un libro così bello da chissà quanto tempo.

D'accordo, i precedenti non sono un gran paragone, soprattutto "Bionde a pezzi" della Sex Bushnell Candace in the City. Una specie di Harmony scritto da una ex modella con pretese di intelligenza.

"L'eleganza del riccio" richiede un po' di concentrazione nella lettura, soprattutto nella prima parte.
Scritto magistralmente (mi ha incantata per alcune discussioni sulla grammatica) da una autrice evidentemente colta e appassionata di filosofia (di cui era docente in Francia), di arte e di Giappone (dove attualmente vive).
Descrive dei concetti che mi fanno più volte lacrimare dall'emozione.
Assolutamente meraviglioso.

martedì 1 luglio 2008

CITAZIONE - bollino V

It is often said that before you die your life passes before your eyes.
It is in fact true.
It's called living.

Terry Pratchett


Spesso si dice che prima di morire ti passa tutta la vita davanti agli occhi.
E infatti è così.
Si chiama vivere.


Terry Pratchett

giovedì 5 giugno 2008

CUORI ALLO SPECCHIO - bollino VG

Ieri sera c'era la presentazione del nuovo libro di Massimo Gramellini: Cuori allo Specchio.
E io ADOOOORO Gramellini.
Il suo acume, la sua ironia, la grande capacità di espressione e cultura.

Questo libro nasce dall'esigenza di mettere un po' di ordine in ciò che ordine non ha: l'amore.
Lo fa con l'aiuto di tanti. Dei lettori, innamorati e non, che da dieci anni raccontano le loro storie alla rubrica 'Cuori allo specchio'. E della persona che pur essendo un uomo ha provato a dare a quelle storie una risposta: dapprima timidamente e poi con un coinvolgimento sempre maggiore. Attraverso le voci degli amici di carta dai 14 agli 80 anni che risuonano in queste pagine, ciascuno di noi avrà la possibilità di immergersi in un'avventura davvero unica: vivere insieme ai protagonisti le situazioni sentimentali più comuni e più varie, specchiandosi nelle esperienze degli altri per trovare una soluzione ai propri problemi. E accorgersi, magari, di custodirla già dentro di sé.


LuciaNera mi manda la segnalazione, appuntamento alle 18.00.
Si, certo. Come no.
Esco dall'ufficio alle 18.40. Potrei arrivare per la firma degli autografi.
Forse.
Lasciamo perdere, mando un sms a LuciaNera: "Poi mi racconti."
La risposta arriva dopo qualche minuto.
Mi riporta delle parole dette dall'autore: "Esistono delle scelte di coraggio e scelte di paura. Quelle giuste sono le prime"
Tendenzialmente sono d'accordo.

mercoledì 16 aprile 2008

RANDY PAUSCH - bollino G

Nonostante i media ne avessero parlato diffusamente, non sapevo chi fosse Randy Pausch.
Poi mi hanno regalato il libro "L' ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore".
A dire il vero, il titolo mi aveva indispettita.
Mal sopporto chi si arroga il diritto di insegnare come si deve vivere, la presunzione di spiegare la vita, di dettare delle regole che dovrebbero adattarsi al genere umano perchè presuntuosamente si pensa siano le migliori.
Randy Pausch, però, è in una posizione particolare.
Quella di un uomo che muore, appunto.
Professore universitario americano, a fine 2006 gli hanno diagnosticato un cancro al pancreas con metastasi e gli hanno dato dai 3 ai 6 mesi di vita.
Invece di abbandonarsi all'auto-commiserazione, Pausch ha cercato di continuare a condurre una vita quanto più "viva" gli fosse possibile, tenendo una lezione universitaria nota come "L'ultima lezione" (si può vedere in versione originale qui) che ha fatto il giro del mondo.
Parla di se, dei suoi sogni realizzati (è un uomo di grande ottimismo e sostiene che è compito di ognuno di noi fare di tutto per realizzare i propri sogni o aiutare la realizzazione di quelli degli altri).
Ed è diventato l'idolo per una moltitudine persone.

La stessa sera in cui mi hanno regalato il libro, mi avevano fatto leggere un articolo di Gramellini uscito l'11/04 su La Stampa e intitolato "Le ultime parole famose" (in calce al post).

E così, in un paio di giorni, ho finito il libro.
Senza dubbio scorrevole e interessante, meno "pesante" di quanto potessi immaginare (tutti sappiamo di dover morire, diverso è quando ti danno una scadenza a breve. Non smetti di pensarci)
Ne emerge una persona ammirevole, divertente, ironica, estremamente positiva, ritengo anche molto fortunata (nel senso che ha avuto i mezzi per realizzarsi, sia economici che intellettuali), con degli spunti che sarebbe fantastico leggessero i professori (concordo con Gramellini) o i datori di lavoro.

Mi è venuto da fare un parallelismo con un'altra persona che aveva realizzato i suoi sogni e al finire della sua vita (anche lui per un tumore) aveva raccolto le sue esperienze in un libro (che io avevo trovato meraviglioso e un po' meno impermeato dell'americanismo) dal titolo "La mia fine è il mio inizio": Tiziano Terzani.

Le ultime parole famose di Massimo Gramellini (La Stampa - 11/04/2008)

Gli adolescenti hanno eletto a primo eroe della loro generazione un professore americano di 47 anni, malato terminale di cancro. Come mai? Certo, l’Ultima Lezione con cui Randy Pausch si congedò in aula dai suoi studenti, e della quale i ragazzi di tutto il mondo si scambiano su Internet il testo e le immagini, è semplicemente straordinaria (in questo caso l’avverbio vale anche più dell’aggettivo). Certo, in ottanta minuti di monologo non troverete un solo secondo in cui il prof condannato a morte si lamenti del suo destino. Certo, quell’uomo conosce l’arte di essere ironico senza diventare grottesco e profondo senza diventare palloso. Certo, è un morto che parla della sua vita e dei desideri d’infanzia realizzati da lui e realizzabili da tutti.

Certo, le sue ultime parole racchiudono il segreto dell’esistenza: «Se vivrete nel modo giusto, i sogni verranno da voi». Ma eccoci al punto: le avesse dette un altro, per esempio un politico, pensate che adesso i ragazzi se le rimpallerebbero forsennatamente sul web? Le avrebbero sepolte sotto uno sbadiglio abulico, come fanno con quasi tutto quanto provenga dal mondo degli adulti. Se credono in Pausch, è perché ai loro occhi quel prof in fin di vita risulta autorevole. Non autoritario. Autorevole. I giovani non sono affascinati dalle sue parole, ma dal suo esempio. E’ il coraggio di mettersi in gioco che rende autentico anche il resto, comprese le parole.

Il bello della vita è che si può essere autentici persino da sani. Perciò non sarebbe poi male se l’Ultima Lezione del professor Pausch, oltre che da milioni di ragazzi, venisse letta dai loro genitori. E dagli altri prof.

mercoledì 9 aprile 2008

IL DESERTO DEI TARTARI - bollino VG

In un’intervista, Dino Buzzati affermò che lo spunto per il romanzo "Il deserto dei tartari", era nato “dalla monotona routine redazionale notturna che facevo a quei tempi. Molto spesso avevo l’idea che quel tran-tran dovesse andare avanti senza termine e che mi avrebbe consumato così inutilmente la vita. È un sentimento comune, io penso, alla maggioranza degli uomini, soprattutto se incasellati nell’esistenza ad orario delle città. La trasposizione di questa idea in un mondo militare fantastico è stata per me quasi istintiva”. (cit. Wikipedia)

Facevo terza Liceo quando ho letto il libro.
Ricordo perfettamente che era un mattino feriale, lo so perchè avevo marinato.
Di solito quando marinavo non me ne andavo in giro per Torino (come faceva la maggior parte delle persone), non andavo al bar, stavo a casa.
Naturalmente dovevo farlo di nascosto dai miei che non mi avrebbero mai permesso di evadere dai miei doveri presenzialisti scolastici.
Allora mi vestivo, preparavo la cartella, aprivo la porta di casa, fingevo di uscire e richiudevo la porta restando dentro.
Poi, silenziosamente, tornavo in camera mia, mi nascondevo nell'armadio e aspettavo.
Sentivo mio padre alzarsi, far colazione e poi andare a lavorare.
A quel punto era via libera e potevo uscire, guardarmi film, leggere, anche studiare.

Mio papà tornava per pranzo, perciò poco prima uscivo con un plaid, salivo le scale fino al pianerottolo mansardato dove di solito non accedeva nessuno (in realtà conoscevo il ragazzo che viveva a quel piano, ma questa è un'altra storia) e mi mettevo lì, per terra, a leggere.
Ho consumato lassù il "Deserto dei tartari".
E l'ho trovato meraviglioso.

E allora ogni volta che ripenso a quel libro e a tutti i significati che si porta dietro, all'attesa, allo sperare che la vita prenda una piega gustosa semplicemente aspettando, al destino che si fa beffa di noi, alla non azione, non riesco a scindere il ricordo dalle giornate di scuola "marinate".

venerdì 4 aprile 2008

LO SCRITTORE PALERMITANO - bollino V

Un anno fa la Wood mi aveva segnalato un concorso di scrittura su La Stampa con il titolo "Andare oltre le aspettative".
Dopo aver buttato giù un pezzo (e accorgendomi che non riesco a scrivere su tema prestabilito, oltre che a tema non prestabilito) ho iniziato a leggere alcuni racconti scritti da altri.
Tra tanti ce n'era uno che, per la storia talmente pulp e originale, mi aveva particolarmente colpita (Eccolo)

"Woodduzza, leggilo, questo tizio deve essere troppo fuori e come scrive bene!"
Non avevo tenuto conto che anche la Wood è troppo fuori.
Tempo 10 minuti e si mette in contatto con l'autore, uno scrittore di Palermo.

Si scrivono, si scambiano commenti sui blog fino a quando lui annuncia la tournée in Piemonte per la presentazione del suo ultimo libro.
Potevamo mancare all'appuntamento?
Assolutamente no.
Anche se la presentazione è in un circolo Arci e la Wood... diciamo che è una che ha gioito quando le hanno regalato una targhetta con scritto sopra "boia chi molla"

E allora eccoci lì, ieri sera.
Lui spettacolare. Ci ha stupite con effetti speciali davvero.
Omaggiate di un vassoio di paste di mandorle a testa.
Omaggiate di una pietra dipinta a mano.
Ero commossa.

La Wood adrenalinica e bellissima.
Ha ricomprato il libro anche se l'aveva già persino letto.
E anche se, modello Cenerentola, stava già sforando gli orari usuali.
Infatti... alle 23.30, mentre si stava parlando di Kurdistan, ha iniziato a fremere per andare a casa.
E allora, ultimi scatti foto e... via!

LIBRI ORDINATI PER... - bollino V

Mentre ingannavo il tempo prima di andare all'appuntamento al Circolo Pueblo, ho scoperto una libreria che si chiama "Diari di Viaggio".
Piccolina, i libri disposti sugli scaffali sono raggruppati per paese raccontato.
"La frontiera scomparsa" di Luis Sepulveda nella sezione dedicata alla Bolivia, "La fine della strada" di Joseph O'Connor in Irlanda, eccetera.

Una manna per chi ama viaggiare (c'è una gran varietà di guide, soprattutto Lonely Planet, e le mappe stradali) e per chi non vuole impazzire a trovare i romanzi ambientati nei paesi in cui andrà (come piace fare a me)

PS: non avendo in previsione un viaggio ben preciso e non potendo uscire a mani vuote (sempre per la serie "piccole iniziative da premiare"), mi sono comprata "Dovevo andarci", una raccolta di 15 racconti di altrettanti autori su... viaggi fisici e non.

PS2: molto originali i segnalibri dati in omaggio che assomigliano alle etichette poste sui bagagli al check-in con la sigla della destinazione sopra e una foto della destinazione sul retro (se riuscirò a scannerizzarle/fotografarle le aggiungerò)

PS3: non l'ho comprato perchè pensavo che la storia sarebbe stata melensa e scontata, perciò volevo documentarmi prima, però mi ha attirato molto "La fine dell'alfabeto" di Richarson C.S. edito da Garzanti Libri. Le recensioni non sembrano malvagie.

mercoledì 19 marzo 2008

ESERCIZI DI STILE - bollino V

La recensione (presa da http://www.linguafrancese.it/biblioemero/queneau.htm ) mi ha talmente incuriosita che questo sarà il mio prossimo acquisto, anche se non so quando potrò leggerlo.

Titolo : Exercises de style
Autore : Raymond Queneau

Nel testo viene raccontata una breve storia, di quelle che possono accadere tutti i giorni: il narratore incontra sull'autobus un ragazzo dal collo lungo e magro, che indossa uno strano cappello.
Il ragazzo scambia qualche parola con un passeggero e poi prende posto su un sedile. Più tardi il narratore incontrerà di nuovo il ragazzo, intento in una conversazione con un amico a proposito di un bottone del suo soprabito.

Fin qui niente di particolare.......

La bellezza di questo libro sta nel fatto che l'autore racconta la stessa storia, che si esaurisce in poche righe, per ben 99 volte, in 99 diversi modi.
C'é la versione poetica, quella teatrale, quella botanica, quella medica, quella gastronomica.....

lunedì 17 marzo 2008

LA LIBRERIA - bollino V

Ho vinto una cosa che mi ha fatta molto ma molto felice.
Sono andata a prenderla Sabato pomeriggio a casa di Luke e della Bella Maestra, che per raggiungerla mi sono persa una decina di volte finchè non mi sono venuti a recuperare.
Era una cosa che apparteneva a lui, a Luke, e che non entrava in casa loro ma, stranamente, nella mia Yaris si.
Magica.
E così, Sabato sera, ho montato la Billy (che se l'avessi smontata io sarebbero andate perse la metà delle viti e invece no, c'erano tutte-tutte. La precisione si vede anche da queste cose) e poi ho iniziato a svuotare gli scatoloni che invadevano la casa di mia mamma da Dicembre.
E mentre riempivo gli scaffali di libri, mi è tornato tra le mani "Alta fedeltà" di Nick Hornby (che mi aveva regalato proprio Luke).
Tra le varie particolarità del protagonista (fare sempre una classifica per ogni cosa, ad esempio) c'era quella di raggruppare i dischi secondo una propria logica, ogni volta diversa.
Per data di acquisto (si ricordava la storia di ognuno) oppure per autore, per uscita...etc...

Allora ho scelto di non mettere i libri a caso sui ripiani, anche se la mia logica è molto più semplice (l'ho fatto per casa editrice).

venerdì 7 marzo 2008

UN LIBRO USAFGANO - bollino G

Non volevo leggerlo, questo libro.
Ero un po' prevenuta per il successo avuto grazie all'argomento così attuale.
Temevo un contenuto ricco di stereotipi.
L'Afghanistan, i talebani cattivi, le condizioni di vita di un popolo oppresso, l'elogio alla libertà offerta dagli Stati Uniti, abbasso i comunisti.
Poi però, al pari dei libri di Dan Brown, degli Harry Potter e dei Moccia, mi sono costretta a leggerlo spinta dalla curiosità, dal film che sta per uscire e dal non voler criticare qualcosa senza averlo prima saggiato.

La lettura è scorrevole, tolto il finale che si dilunga un po' troppo su alcune situazioni. Da apprezzare la descrizione di Kabul e dell'Afghanistan, della fuga, del rientro e di cosa si trova e prova.
Della miseria e dell'idillio.
Bellissimi i combattimenti degli aquiloni.

Chiaramente c'è molta autobiografia e visto che l'autore è andato a vivere negli U.S.A. all'età di 15 anni, il punto di vista è molto occidentalizzato e spesso, anche se non risulta così pesante, stereotipato: l'Afghanistan, i talebani cattivi, le condizioni di vita di un popolo oppresso, l'elogio alla libertà offerta dagli Stati Uniti, abbasso i comunisti.

Insomma, una storia scorrevole ma ben lontana da essere un capolavoro.
Almeno secondo me.

martedì 19 febbraio 2008

COCA E PAROLE - bollino V

Ieri sera volevo andare a farmi di coca.
Scientificamente e letterariamente parlando.

Storia, aneddoti, misteri e proprietà terapeutiche di alcune delle piante medicinali eccellenti:la coca, il papavero sonnifero, la china, il rabarbaro e la belladonna. Dal 18 febbraio al 10 marzo 2008 il Museo Regionale di Scienze Naturali e HoldenArt presentano "Le fantastiche cinque", quattro serate a ingresso libero tra letteratura e farmacologia.

Ieri sera, la coca, appunto.
Solo che poi mi sono lasciata prendere dalla pigrizia (e da un leggero mal di testa) e non ci sono andata.
Direzione casa.
Serata a sfogliare due riviste che mi ha mandato personalmente un giornalista da Milano (detto così fa molto figo) e mi sono così persa nei meandri della carta stampata.
Scoprendo, tra le altre cose, che un grammo di coca viene venduta a Milano a 50 euro (così sono rimasta nel tema della serata preventivata) e che esiste la "American Dialect Society" che si prende la briga di eleggere la parola dell'anno (ma anche la parola più utile, la più inutile, la più oltraggiosa, la più creativa, etc...)
Qui le nomination 2007. Alcune proprio divertenti.

Mi sono addormentata pensando che ho sempre odiato la parola "fanciulla" e l'espressione "quant'altro" (che va così di moda adesso).
Le candido subito per eliminarle dal dizionario 2009.

lunedì 18 febbraio 2008

AD OCCHI CHIUSI - bollino VG

Letto domenica pomeriggio: "Ad occhi chiusi" di Carofiglio.
Il protagonista è Guido Guerrieri, professione avvocato, in un tratto della sua esistenza divisa tra casi giudiziari e vita privata.
Scritto bene, coinvolgente.
Con una piacevole colonna sonora (i R.E.M. su tutto per Losing My Religion)
Un libro sulle paure e il coraggio di affrontarle. Lo riassumerei così.

PS: da non leggere se si sta cercando di smettere di fumare...

venerdì 8 febbraio 2008

BREATHE - bollino V

Ho...
cenato da sola cucinandomi dei tortellini e scaldando una frittata di carciofi.
...messo il pigiama bianco con disegnato un giovane Babbo Natale che vola davanti ad una luna fluorescente (e infatti si vede anche col buio).
...preso il mio morbido plaid arancione con margherite e mi ci sono avviluppata sul divano.
...fatto spazio al gatto che ha posato amorevolmente i suoi 10 kg sui miei piedi.
...preso dalla pila di libri "Biscotti e Sospetti" di Stefania Bertola, consigliato dalla Wood.

Poi è arrivato mio fratello con la fidanzata.
Mi ha preparato un caffè accompagnato da 2 biscotti, un pezzo di cioccolato e un bicchierino di Nocino.

Poi è arrivata mia mamma alle 23.00.
Bella rilassata dalla lezione di Tai-chi.
Ha chiesto a tutti "Faccio il vin brulè"?

Mmmm....
Potrebbe piacermi.

lunedì 17 dicembre 2007

STRANE SENSAZIONI - bollino V

Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle –Ti aspettavo. Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni –i giorni, gli istanti– che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo –Tu sei matto. E per sempre lo amerà.

(preso da uno dei miei libri preferiti. "Oceano Mare" di Baricco)

Oggi avrei voglia di scrivere un miliardo di cose...

martedì 19 giugno 2007

LA NINA MALA - bollino G

Quanto può durare un'ossessione per un uomo o una donna che non solo non corrispondono lo stesso sentimento ma si dimostrano gretti nell'anima?
E' questione di intelligenza riuscire a capire la pochezza di una persona e a distaccarsene?
Sto leggendo "Avventure di una ragazza cattiva" di Vargas Llosa Mario, libro che cercherò di finire solo perchè ho speso ben 18,00 € per acquistarlo.
Per il resto...
invece delle avventure della ragazza sono piuttosto le ossessioni del protagonista per questa ragazza.
Si innamora di lei all'età di 15 anni e, in mezzo a fugaci descrizioni della vita politica e sociale del Perù, di Parigi, di Londra, di Tokio dagli anni '50 in poi, continua con la sua ossessione per lei fino a 40 anni (almeno... io sono arrivata lì)
I due si incontrano perchè lui la raggiunge ovunque, hanno rapporti in cui lei si rivela egoista e alla ricerca del proprio piacere.
Il lato della vicenda che mi fa imbestialire è che lui si rende conto di quanto la ragazza in questione sia una "niña mala".
E' una donna che si sposa per interesse, che mira al denaro, insensibile, che lo tratta male, priva di morale, non dimostra una grande simpatia, che non è accattivante se non nella bellezza (infatti l'autore si prodiga sempre nel descriverne gli abiti indossati con grande dovizia di particolari).
E' così?
Si può perdere una vita intera dietro a qualcuno che non fa niente per meritarselo?
Restando nello stesso argomento, ieri sera ho iniziato a guardare "Il Velo Dipinto".
Nella scena iniziale Naomi Watts entra in una stanza affollata e Edward Norton se ne innamora perdutamente.
Mai vista prima. Lei non ha parlato. Non ha cantato, ballato, mostrato nessuna virtù.
Bellezza. Basta.
Allora tanto vale leggere libri, essere interessanti, ingegnarsi, dimostrare simpatia se un uomo verrà sempre e solo ossessionato dall'immagine.
Che palle.

sabato 19 maggio 2007

L'AMORE E' UN CAVOLFIORE - bollino V

Notte insonne.
Dopo decine di minuti passati a girarmi e rigirarmi sotto il piumino (si, lo so che ci sono 25 gradi e che dovrei toglierlo e che magari è anche quello la causa dell'insonnia), accendo la luce, guardo la pila di libri accatastati sul comodino e ne pesco uno tra gli ultimi, comprato domenica scorsa al Salone del Libro.

Fabrizio Venerandi - L'amore è un cavolfiore - Coniglio editore

Comprato perchè mi attirava il titolo e mi ispirava la casa editrice (piccolina, quindi da sostenere, e anche perchè nella collana "I Lemming" da spazio ai nuovi autori).

A leggerlo sembra di diventare una mosca che entra nella casa di un cinico e ne osserva alcuni sprazzi di vita. La sua vita con Cecilia e tutto quello che sta loro attorno.
Sono brevi racconti, narrati in una maniera molto particolare, tipo flusso di coscienza come mi suggerisce Mik, con periodi sintattici lunghissimi quasi privi di punteggiatura.
Abbastanza divertente, è un distillato dei racconti pubblicati sul sito dell'autore (http://www.venerandi.com/page20/page20.html) che avevano come titolo "Io e Cecilia".

Titolo che non è stato mantenuto per motivi editoriali, come spiega nell'ultimo capitolo.

"Non è più 'io e cecilia'?" chiedo stupito sedendomi e lui dice che no, l'editore non era convinto, diceva che il lettore si sarebbe chiesto e chi cazzo è cecilia e non avrebbe comprato il libro avrebbe pensato a un diario e quindi ha cambiato il titolo in 'l'amore è un cavolfiore'".
"L'amo...".
"L'amore è un cavolfiore".
"Che cazz...".
"Che siccome che parli di bambini che nascono, dove nascono i bambini?"
"Ovaie, mucose e roba del genere?"
"Acqua"
"Le cicogne?"
"Fuochino"
"Sotto i cavoli?"
"Esatto, ma poi abbiamo messo cavolfiore perchè fa rima con amore. Amore, cavolfiore"


Sanno fare bene il loro mestiere. Con me ha funzionato.

domenica 6 maggio 2007

UNA PICCOLA MENZOGNA - bollino VG


Gina è la cosiddetta "donna dai facili costumi".
Jonas un uomo semplice, affabile, di sedici anni più grande di lei.
Lui è il libraio immigrato dalla Russia (seppur fosse piccolissimo) in un paesino francese dove il ritmo di ogni azione è scandita dal grande mercato di fronte al suo negozio.
Ed è a questo ritmo lento che si svolge la storia.
Jonas e Gina si sposano.
Non per amore. Lui vuole dare a lei un po' di tranquillità e intanto si fa riempire quella che era una vita sola.
E' una storia di continui tradimenti perdonati da Jonas, fino a quando Gina sparisce.
E così che Jonas, in un atto di leggerezza, mente.
E basta una piccola menzogna per cambiargli la vita. Dice a tutto il paese che sa dove sia andata Gina e, quando lei non torna, i sospetti ricadono su di lui.
L'introspezione di Jonas attraverso tradimenti, menzogne, diffidenza, solitudine, isolamento.
Tutto raccontato da Simenon in "Il piccolo libraio di Archangelsk" che ho letto oggi, sdraiata sul terrazzo di mia mamma mentre il sole faceva, ogni tanto, capolino.
Un libro che si legge in fretta, ben narrato, che non ho trovato strepitoso ma piacevole, il mio primo libro di Simenon.

domenica 11 marzo 2007

LE STELLE SONO 351 - bollino VG

Ognuno di noi percepisce una stessa situazione a suo modo, no?
Se io e te passiamo una giornata insieme e poi scriviamo su due fogli cosa c'è rimasto, cosa ci ha colpito, cosa abbiamo provato...chissà cosa ne verrebbe fuori.
Ogni tanto me lo chiedo.

Oggi ho finito di leggere "ma le stelle quante sono" di Giulia Carcasi.
Un libro che parla di diciottenni e scritto da un'autrice ventenne alla sua prima esperienza (e un po' si vede, soprattutto da qualche frase fatta e mielosa di troppo)
E' una storia raccontata da lui e da lei.
Se ne legge prima una, si gira il libro e poi si legge l'altra.
Me l'avevano consigliato perchè "se hai avuto il coraggio di leggere Moccia e dire che non era male, allora sei ragazzetta vera e devi leggere anche la Carcasi" e poi perchè nella quarta di copertina si descriveva un'Alice che "è un po' come te".
Io ho iniziato con la parte di Carlo.
Poi sono passata ad Alice.
In tante cose mi ci sono ritrovata davvero e da pag. 89 in poi (della parte di Alice) ho iniziato ad inondare le pagine di lacrime.
Era da parecchio tempo che un libro non mi faceva questo effetto.
Con i film è più facile.