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martedì 9 luglio 2019

Pollicino - bollino Rosso

"Giovanni ha un codice a barre tatuato sul braccio 
E si domanda che prezzo avrà 
Rimanere se stesso 
Lui spinge la propria vita in salita per ore 
E ha paura che il proprio sudore 
Sia lo sforzo di un fesso 
La cima appare sempre un po' più in su 
E il sole brucia chi sta fermo, di più "

(Fabi-Silvestri-Gazzè | Giovanni sulla Terra)

Un tempo ero più brillante. Guardavo il mondo con entusiasmo e gli occhi coglievano il positivo e il bello. Ero divertente. 
Era solo una questione anagrafica?
Che ne è rimasto della Lucy di allora?

Al mio migliore amico sta morendo il figlio di 5 anni. Un bambino che fino a poco fa stava benissimo. Zot! Assiste impotente al lento avvicinarsi del verdetto di una improvvisa malattia incurabile.
"Spero in tutto questo di non perdermi" mi ha detto.

Ieri ho letto un pezzo di Emilio Previtali che raccontava di un allenamento che si era messo in testa di fare. 20 km di corsa sotto la calura estiva in sali-scendi andando avanti-indietro sullo stesso tratto lungo 1 km per 20 volte.
Una cosa da uscire di testa. Da mollare dopo 3 volte.
Ma ha capito che dire "Avanti. uno. Indietro. due. Avanti. tre. Indietro. quattro." è diverso da "Avanti-indietro. uno. Avanti-indietro. due.". 
Devi farne solo dieci invece di venti. 

Paola Gianotti ha fatto il giro del mondo in bici per battere il Guinness World Record come donna più veloce ad aver circumnavigato il globo. Sono andata ad una sua presentazione. In queste imprese il 50% lo fa l'allenamento fisico, nell'altro 50% la testa ha detto.

Ma se anche uno si allena per avere una bussola nella testa e si forgia i segni del sentiero come in montagna (ognuno usa le analogie del mondo a cui è maggiormente avvezzo), quando cade una valanga come fa a non perdersi?

mercoledì 20 gennaio 2010

DOLORI MUSCOLARI - bollino G

Io e Will ci siamo svegliati domenica mattina con schiena, braccia, spalle a pezzi.
E' bastata una partitella a tennis di 10 minuti per distruggermi.
Con la Wii.

lunedì 21 luglio 2008

ITALIA - CUBA - bollino V

World League di pallavolo maschile, Italia-Cuba, a Torino
Il mio collega Ventiquattro aveva preso i biglietti più di un mese fa.
"Dai dai dai dai dai, Lucy! Vieni!!! Ho preso il biglietto anche per te!" (tra l'altro me l'ha regalato... senza falsa modestia, mica me li merito io dei colleghi così!)

Entriamo nel Palazzetto dello Sport - Parco Ruffini - e scopro che abbiamo posto in prima fila, proprio dietro alla dozzina di natiche perfette della squadra cubana.
Sbavucchio.

"Ventiquattro... se non ti spiace io tifo Cuba..."

Fine degli allenamenti, le squadre si schierano per l'inno nazionale.
Il palazzetto è completamente saturo.
Intorno al campo ci sono i cartelli pubblicitari luminosi.
Musica alta e speaker galvanizzano le squadre.
Tra un set e l'altro entra in campo il corpo di ballo della scuola cubana (e quasi che anche la fede nazionale di 24 inizia a vacillare).
Il tutto è piuttosto animato, insomma.
Non sono le partite di pallavolo che ricordo io.
Mi ricorda un po' il basket statunitense.

La potenza dei colpi è impressionante e infatti gli scambi sono pochissimi (questa è una cosa che mi piace poco della pallavolo maschile).
Il risultato è Italia-Cuba 3-1.

venerdì 27 giugno 2008

OHIOHIOIIII 2 - bollino G

Tonsillite.
Schifosa tonsillite.
Ennesima tonsillite.
Ecco cos'è.
Primo giorno senza febbre eppure se vado allo specchio e faccio "AAAAAaahhh" tirando fuori la lingua, vedo una schifosa tonsillite.
Che non entro nei particolari, ma se qualcuno non l'avesse mai avuta, si immagini davvero davvero una cosa dolorosa e schifosa.
E se ho ripetuto per 3 volte in poche righe lo stesso aggettivo, posso assicurarvi che è proprio così.

giovedì 26 giugno 2008

OHIOHIOIIII - bollino G

Una ghiandola grossa come una noce.
Riesco a malapena a deglutire.
Imbottita di antibiotici e tachipirina.
La febbre che non scende da 3 giorni ed oscilla tra i 38° e i 39,5°.
Che ciofeca!

lunedì 23 giugno 2008

RESPIRAZIONE - bollino G

Sabato: una novità.
Starnuti, congestione nasale, naso che cola, occhi che lacrimano e bruciano, gola irritata ed asma leggera. Mi sa tanto che sono allergica ai pollini.
Tutti i sintomi portano lì: rinite allergica o raffreddore “da fieno”.
E va beh. Passerà.
Intanto, dopo la cenetta al ristorante messicano, con Leo che mi dice che ho la voce di un personaggio di un fumetto, me ne filo dritta a nanna.

Mattino dopo.
Apro gli occhi e le orecchie.
Sento il suono di un pianoforte.
Ritmo cadenzato del triangolo.
Tiiin!
Il filo di alimentazione attraversa la sala fino alla radio, appoggiata su una sedia in mezzo alla porta che dà sul terrazzo.
Preparo la colazione ed esco al sole.
Mia mamma sta provando "la forma" di Tai Chi.
Movimenti lenti, equilibrati ed elastici.
Più tardi Blu, mentre ci facciamo vedere com'è la figura del drago che si morde la coda, commenterà con "ma uno normale in questa casa?"

Per far diminuire un po' l'asma dovrei andare al mare o in alta montagna.
Scelgo la seconda che è più vicina.
Andrew passa a prendermi in moto e ci inerpichiamo su una emozionante ex strada militare che porta ad un lago artificiale: il lago di Malciaussia.
Mi chiedo come io abbia fatto l'ultima volta ad andare in macchina su quella strada stretta, ripida e a strapiombo.
Complice anche un antistaminico, il primo della mia vita, respiro molto meglio.

Poi di nuovo a casa.
Proviamo a far partire la vecchia moto, ferma da più di un anno, senza successo.
Intanto arriva mia cugina con i suoi due pupetti che mi aiutano a perdere di nuovo il fiato.

Sera calda in una Torino vuota.
Passeggiando verso il Parco Ruffini si sentono altri respiri asmatici uscire dalle varie finestre aperte dove si sta guardando la solita partita di calcio.

mercoledì 4 giugno 2008

HABEMUS PAPAM - bollino G

Per fortuna era virale e non batterica, la meningite del tizio che abbiamo soccorso.
In ogni caso, nell'attesa del risultato dell'esame, ieri sera mi hanno fatto la profilassi.
Una dose massiccia di antibiotico.
Adesso posso anche usare l'antrace al posto del borotalco.
Fare la maionese con uova scadute.
Lavarmi i denti in uno stagno.
Bere il latte direttamente dalla mucca.

So' soddisfazioni eh?

lunedì 21 aprile 2008

A DIETA!!! - bollino VG

Immagina di essere una soccorritrice 118, quelle che vanno sulle ambulanze.
Immagina di dover andare a soccorrere una persona in una Chiesa.
Immagina di entrare, chinarti per prendere del materiale dallo zaino.
Immagina di sentire uno "strrrrrrrap!"
Immagina i pantaloni della divisa strappati (a dire il vero erano scuciti) da sotto la cerniera fino a quasi metà sedere.
Ecco. Adesso smetti di immaginare.
E anche di ridere.
A dieta!!!

mercoledì 26 dicembre 2007

PRE E POST NATALE SULLA NEVE - bollino VV

La Zanzarologa (cliccare sulla foto per vederla in fuga sul fiume ghiacciato...) mi ha portata a fare fondo la vigilia di Natale.
A farmi il fondo, anzi.
Perchè fondo non era, saliva-saliva-saliva e poi al ritorno scendeva-scendeva-scendeva.
Balme-Pian della Mussa in salita.
Poi in effetti un po' di piano c'era.
Pian della Mussa- Balme in discesa.
In ogni caso molto divertente ...in fondo



Post-Natale a ciaspolare nel Parco del Gran Paradiso, partenza da Ceresole.
Che poi le ciaspole non le ho neanche infilate.
La neve era poca e molto battuta, con gli scarponcini si saliva benissimo.
Pieno di camosci. Questo si.
Un incontro casuale con un'amica che non vedevo da tempo.
E una bella compagnia numerosa e divertente.

martedì 2 ottobre 2007

SAUDADE - bollino G

E' giusto così, a volte bisogna fare delle rinunce, darsi delle priorità.
Non me ne pento.
E poi, può essere solo una rinuncia momentanea.
Vero è che...

...era davvero diversa quell'energia.
Inspiegabile fino a quando non la si prova.
E sei stanco per la giornata.
E sei in preda di mille pensieri.
E nonostante tutto entri nella palestra, calda come una sauna, e inizi a correre contando a voce alta in brasiliano "UM - DOIS - TRES..."
E di sottofondo il ritmo del berimbau che esce dalla radio.
E lo stretching e gli esercizi e capisci che tutto questo ti fa bene, nonostante il sudore e la fatica.
E concentrazione e risate per la tecnica.
E il mestre
E i sorrisi e le smorfie delle persone che si allenano con te e alle quali sei affezionato
E ti dimentichi di tutto il mondo di fuori.
E l'energia che sale, sale così tanto che ha anche un nome tutto suo.
AXE'.
E tutti in roda a battere le mani e cantare per poi entrarci e praticarla, la capoeira, senza voler smettere mai.
Ed anche se non ero una cima, ho dovuto momentaneamente rinunciare a tutto questo e mi manca.
E mi scopro la sera e la mattina, davanti allo specchio, a fare il passo base della ginga.

lunedì 25 giugno 2007

TROCA DE CORDEIS II - bollino G


Batizado.
Il battesimo della capoeira.
Il ritrovo è alle 14 in una nuova palestra, molto più grande di quella di Venerdì e anche molto più sporca.
A fine giornata i nostri piedi sembrano usciti da un cumulo di carbone.
I custodi della palestra, però, se ne stanno nel cortile a prendere il sole tra materassi e coperte appese ad asciugare. In costume da bagno e praticamente sulla tangenziale. Very nice
Riscaldamento, stage con nuovi movimenti difficilissimi, canti, maculele, inizia ad arrivare il pubblico, i padrini-madrine, i parenti.
Io ho chiesto di venire a mia mamma ed Andrew (che mi farà da padrino).
Esibizione dei brasiliani dopo la quale rimaniamo tutti a bocca aperta, e poi tocca a noi.
Uno dopo l'altro entriamo nella roda.
Quando si finisce a terra il padrino/madrina deve entrare immediatamente nel cerchio con la cintura nuova in mano, cingere la vita del battezzato e alzarlo da terra.
Mi ricordo solo che Mantena (casualmente di nuovo lui! Lo stesso che me l'ha tolta!) si è lanciato perpendicolarmente al mio corpo,con le gambe ha fatto una tenaglia e sono caduta.
Il Mestre dice che si viene buttati a terra per farci ricordare il momento del battesimo, l'ingresso nel mondo della capoeira.
Mestre: io ho anche un ricordo materiale. Un bernoccolo dolorosissimo!
Che zuccata che ho preso!
Non ricordo altro. Nè il mio padrino, nè il Mestre che mi dava la mano, nè Mantena che mi abbracciava.
Eccola, la mia cintura con la punta verde.
Stordimento misto a felicità.


Bravi Mik, Chen ed EnryDre che hanno preso la punta gialla ma la mia dedica speciale di questa giornata va a Giorgio che ha iniziato ad allenarsi con me (eravamo solo io e lui all'inizio) e che in questi giorni era all'ospedale.

sabato 23 giugno 2007

TROCA DE CORDEIS I - bollino VG

Temperatura della palestra senza noi dentro: 40 gradi circa.
Temperatura della palestra con noi (circa 30 persone) dentro: 60 gradi circa.

Attraverso i pantaloni bianchi della divisa intravedo che anche i fenicotteri disegnati sulle mie mutande sono tutti morti.

In questo bel clima caldo avverrà la troca de cordeis ovvero il cambio delle cinture di capoeira.
Quella che abbiamo è bianca (cru) e, come dice il Mestre, non serve ad altro che a tenere su i pantaloni.
Oggi ce la tolgono e domani ce ne metteranno una nuova, con una punta colorata verde (o gialla per quelli più bravi)
Facciamo un'ora di riscaldamento (se c'è ancora qualcosa da riscaldare!?!), e pratica.
Poi formiamo il cerchio (la roda), iniziamo a cantare, a battere le mani, l'energia (axè) cresce, uno ad uno entriamo a lottare contro mestre, contra-mestre, professori...
Con malizia si schiva, si attacca, si cerca di rimanere in piedi perchè non esiste cambio di prima cintura senza "assaggiare la terra". E non nell'accezione di "cibarsene".
Entro tranquilla, forse troppo, non mi sento molto in forma oggi, però è bello, mi faccio prendere, faccio attenzione a non prendere calci in faccia, guardo negli occhi Mantena che mi vuole buttare giù.
E infatti quando lo decide... lo fa...
Cintura sfilata via dai passanti.
Per fortuna i pantaloni stanno su lo stesso.
Non penso sarebbe stato un bello spettacolo con tutti i fenicotteri cadaveri.

domenica 3 giugno 2007

SINGING IN THE RAIN - bollino VG

Sabato mattina partenza per Verona.
La palestra ha una sede anche lì, quindi decidiamo di andare a sbirciare quello che succederà a noi tra meno di un mese: il batizado, ovvero il battesimo della capoeira.
Un viaggio tanto divertente quanto lungo.
Pianino e adagino dopo circa 4 ore arriviamo in una Verona blindata perchè, nonostante la pioggia cada a dirotto, passa il Giro d'Italia.
Naturalmente noi la palestra non abbiamo idea di dove possa essere e, dopo mille domande ai passanti, lettura delle carte stradali con lo stesso approccio di come si legge il futuro in una carta astrale, arriviamo con una buona mezz'ora in ritardo, a lezione già iniziata.
Ci cambiamo, Ica tira fuori ago e filo e si fa l'orlo ai pantaloni, entriamo in palestra e senza riscaldamento iniziamo subito a buttarci nella mischia.
Giornata bellissima, capisco cosa succederà al cambio di cintura, guardo tutto con meraviglia.
Peccato che facendo gli esercizi senza riscaldamento mi procuro un piccolo strappo muscolare e tutto oggi ho trascinato la gamba destra dietro al corpo come se fosse di legno.

Il calore del Mestre che ha reso questa giornata speciale per tutti noi, l'inno brasiliano che non avevo mai sentito, la roda di sole ragazze, l'ospitalità dei veronesi, Eddie che al ritorno ha parlato-parlato-parlato per evitare che io mi addormentassi alla guida, Doido, Marco, Michele, Luca, Ica e Mik che in pizzeria mi hanno fatta ridere nonostante la mia testa stesse scoppiando, il panino all'olio di Paola (l'olio veniva dal tonno...) che è diventato ormai un mito, la tigre bianca di Marco, Chen che guardava disgustato le caramelle che sembravano fatte di naftalina, Enry che mi lanciava le occhiate come a dire "mamma mia cosa non riescono a fare questi brasiliani!!!"...

giovedì 17 maggio 2007

LA SFIDA - bollino G


Dopo 5 anni di inattività, i miei muscoli ad Ottobre erano quelli essenziali per camminare,per battere i tasti del pc e per masticare.
Perciò, quando mi sono iscritta al corso di capoeira e mi sono trovata di fronte un insegnante brasiliano fatto di 110 kg di muscoli ed agilità ho pensato: adesso mi caccia.
I miracoli si fanno da altre parti.
E invece no. Il suo discorso è che i primi mesi sono soprattutto di preparazione fisica, che avremmo lavorato molto con esercizi di stretching per poi arrivare a Maggio-Giugno a fare l'esame.
Pensavo che, come tante cose che inizio, mi sarei stufata (o non ce l'avrei fatta) e avrei lasciato il corso.
E invece no, è impossibile annoiarsi. Capoeira non è solo sport, è anche cultura brasiliana. E' una lotta che ha radici nelle danze tribali africane, che si evolve tra gli schiavi, è sviluppo nella clandestinità.
E' forse l'unico sport che conosco dove si suona dal vivo. E' stato anche questo a farmene innamorare.
Tutti in cerchio a formare la roda, i suonatori danno il ritmo e tutti cantano e battono le mani mentre, due per volta, si entra nel cerchio a mettere in pratica quello che si ha imparato. E' energia.
Non si dice "combattere", si dice "giocare".
E' un'arte marziale dove non ci si tocca, dove non ci si fa male (o almeno... non si dovrebbe...).
Se a queste caratteristiche così particolari si aggiunge un bellissimo affiatamento con le altre persone, è facile da Ottobre arrivare all'esame di Maggio-Giugno senza desistere.
Quante cose avrei da dire. Sulla capoeira e sulle persone.
Spero di farlo poco a poco per ricordarmi tutto quanto.
Ora è il momento di registrare la serata di ieri sera: la prima parte di esame.
Un po' di nervosismo.
Sono le 19.30.
Il primo quarto d'ora è l'esame scritto (siamo probabilmente l'unica associazione in Italia che lo fa). Per testare il nostro interesse. La data in cui si festeggia la "Coscienza Negra"... i nomi dei fondatori della capoeira regional e di angola... altre date, il significato dei nove fili che compongono la cintura...
Sbaglio un paio di date. Aiuto...
Poi la prova tecnica. Il Mestre dice i nomi delle "mosse" e noi dobbiamo eseguire, uno per volta di fronte a lui, seduto alla scrivania.
Mi sembra molto una scena di Flashdance.
Verso la fine mi dice delle sequenze che io però non riesco a memorizzare fino alla fine perciò non ho idea di cosa posso aver fatto. Di nuovo: aiuto...
Ultima parte: la prova fisica.
Fare in un minuto quante più flessioni possibili (ne faccio 26... durissimo.... c'è chi ne fa 50... mostri! :-) )
Fare in un minuto gli addominali (36... penso che oggi non mi muoverò più...)
Sono le 22.20. Fine. Lunedì la seconda parte.
Poi si scoprirà quale cintura ci siamo meritati.
Se ce la siamo meritati.
Intanto io ho la mia soddisfazione personale. Perchè se ripenso a quell'Ottobre, tutto questo mi sembra lontanissimo.
I muscoli si stanno potenziando: tra poco potrò camminare sulle mani, batto i tasti più velocemente e sul masticare... beh no, quello ero già bravissima a farlo prima!!!